Nel mese del Salone del Mobile si torna sempre a parlare di prodotto, visione, bellezza, innovazione. Ed è giusto così.
In queste settimane ho avuto modo di interagire con aziende, partner e persone del mondo arredamento e design in diversi modi: conversazioni via LinkedIn, chiacchiere con professionisti, un evento esclusivo organizzato per personalità del settore con il nostro partner WMR…
Più li ho ascoltati, più mi sono convinto di una cosa semplice: nel design italiano il problema non è quasi mai il prodotto. Il prodotto, molto spesso, è già eccellente. Il punto è che oggi non basta più.
Non basta perché il contesto è cambiato. Il cliente arriva più informato, attraversa showroom, professionisti, canali digitali e momenti diversi del journey. Il digitale entra in gioco prima, pesa più di quanto si pensi e continua a influenzare la decisione anche dopo il contatto fisico. In molti casi, il cliente è già omnicanale molto più delle aziende che cercano di intercettarlo.
E qui si apre il vero tema. Non basta generare contatti. Bisogna capire cosa succede dopo. Perché il punto non è riempire il CRM, ma coltivare relazioni. E invece, ancora troppo spesso, si vedono brand forti, stand bellissimi, showroom curatissimi, ma database poco attivati, comunicazioni generiche, follow-up deboli, personalizzazione più dichiarata che reale. Non è quasi mai solo un problema di strumenti. È, prima di tutto, un problema di approccio.
Forse è proprio qui che il design italiano ha oggi il suo spazio più interessante da giocarsi: non nel mettere in discussione la qualità del prodotto, ma nel costruire attorno a quella qualità un’esperienza coerente, rilevante e continua. Un’esperienza vera, non da brochure. Progettata prima, durante e dopo il momento di contatto. Capace di tenere insieme dato e sensibilità, relazione e timing, marca e contesto.
Perché la sensazione, sempre più netta, è che il vero vantaggio competitivo non nasca solo da ciò che si espone, ma da ciò che si riesce a costruire intorno nel tempo. E lì, oggi, c’è ancora tantissimo potenziale.